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Il Rendering è un termine anglosassone che indica la resa grafica, ovvero un'operazione compiuta dal computer per mezzo di software di grafica 3d allo scopo di rappresentare un oggetto o una architettura. Ad oggi esistono molti algoritmi di rendering, ma tutti implicano la proiezione dei modelli 3D su una superficie 2D, lo schermo, appunto. In tempi relativamente recenti ha assunto un valore essenzialmente riferito all'ambito della computer grafica applicata alla cinematografia, all’architettura oltre che a settori scientifici e della medicina. Rappresenta, quindi, un processo di produzione dell'immagine finale a partire dal modello matematico del soggetto (scena).
Il modello geometrico così realizzato viene rivestito con colori del tutto uguali ai materiali reali (texture) e illuminato riproducendo fonti luminose naturali o artificiali. Il risultato è un immagine che rispecchia una situazione reale, una simulazione o una previsione di impatto visivo.
Nel caso in cui i parametri del rendering vengano impostati ad imitazione di quelli presenti in natura ( luce solare effettiva), texture fotografiche, (inquadrature prospettiche reali), allora il rendering stesso può definirsi “fotorealistico”. Una scena a video viene interpretata da algoritmi che proiettano modelli 3D su una superficie 2D interpretando coordinate spaziali per modelli 3d, e associando loro informazioni di illuminazione che ne definiscono colore, caratteristiche ottiche, superfici.
Gli algoritmi di Illuminazione globale vengono comunemente usati in computer grafica 3D per aggiungere un'illuminazione realistica alle scene. Alcuni di questi algoritmi tengono conto non solo della luce ricevuta direttamente da una sorgente di luce (illuminazione diretta), ma anche di quella riflessa, diffusa, o rifratta da altre superfici (illuminazione indiretta).
Le immagini renderizzate con l'uso di algoritmi di illuminazione globale, spesso appaiono più fotorealistiche rispetto a quelle che utilizzano solo l'illuminazione diretta. La loro computazione, però, è molto più lenta e computazionalmente più costosa. Un approccio comune consiste nel computare l'illuminazione globale di una scena e memorizzare questa informazione in senso geometrico, ad esempio con la radiosity. Fonte Wikipedia
Radiosity, ray tracing, beam tracing, cone tracing, path tracing, metropolis light transport, ambient occlusion, e photon mapping sono esempi di algoritmi usati nel campo dell'illuminazione globale; alcuni possono essere combinati tra loro per ottenere risultati più rapidi, ma comunque accurati. Questi algoritmi modellano l'inter-riflessione diffusa, una parte molto importante dell'illuminazione globale. Buona parte di questi (esclusa la radiosity) modellano anche la riflessione speculare, il che li rende più precisi nella risoluzione dell'equazione di luce e fornisce un effetto più realistico alla scena. Fonte Wikipedia.org
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